Diamante nero

Come da ordine imperiale,
nessun lo sfiorò,
a ben vedere, ci sarebbe voluto un bel coraggio,
ad ingerire la memoria immensa di un buco nero
e così fu che me lo mangiai,
magari liberandoti da sofferenze della storia di eoni;
mi valse l’elezione, oppure il ritorno
a colui che sono, da sempre e per sempre.
Riguardo te, il tuo sclerotizzato cuor,
il tuo corpo ormai finito,
beh, di te non ne godei,
lasciandoti a chi ti capitò intorno,
a chi, con bava alla bocca,
ti assaggiò le carni;
ed ormai non ti bramo più di certo,
regina mancata, mentitrice stupida,
furba che voleva
andar contro l’Universo.

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