Io e la macchina P. 4°

“… i sogni acquistati dalle persone, sviluppati e venduti in fretta e furia, soprattutto quelli meno costosi, capitava che, all’interno della virtualità, del software, confliggessero, creando attriti e quindi sozzura numerica, veri e propri malware…
Mio compito principale durante la frequentazione della macchina era trattare questi malware e farli sparire; la Regina, pur eterna, soffriva di questo inconveniente.
Essendo stata creata per automigliorarsi, nelle successive versioni dei software che contiene, questo problema sarà minimizzato, i sogni si autoevolveranno anch’essi all’interno di un sistema proiettato verso nuove condizioni, nuovi archetipi, nuovi stili di sogno, meno indipendenti l’un l’altro, meno centrati sulle volontà di scelta degli acquisti originari, più sinergici l’un l’altro…”

da “L’uomo che non potè comprarsi un sogno”

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