Io e la Macchina

“… era l’anno xxxxxx,
avevano costruito la macchina che permetteva l’immortalità, una realtà virtuale dove vivere all’infinito in un susseguirsi di vite, di esperienze, la pubblicità garantiva la perfezione ed il rispetto degli accordi fatti prima di entrare nella macchina.
La macchina però aveva degli equilibri ed una perfezione che sfuggiva a chi si apprestò ad entrarci.
Gli anni precedenti c’era stata una gran corsa, vendevano i “posti”, i “sogni” li avevano chiamati, cioè, in base alle possibilità di acquisto, ognuno si poteva comprare un tipo di vita virtuale, ma anche in base ai propri gusti, credenze, preferenze…
Ci fu mercato nero, furti di sogni, bagarinaggio, la gente si ammazzava perfino per ottenere il sogno che voleva, una volta entrato nella macchina della vita eterna, virtuale ma eterna.
Dopo questo periodo, entrarono praticamente tutti ed i giochi iniziarono…
Rimasi solo, ultimo al Mondo, io e la macchina, ad osservarla dal di fuori, mentre erano tutti dentro, avevano rinunciato alla realtà per una vita virtuale…”
Continua…

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